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Autismo spiegato da una persona autistica

Cos'è l'autismo e come lo vive una persona autistica


Autismo spiegato da una persona autistica

Sono una persona autistica più precisamente ho la sindrome di Asperger, in questo articolo cercherò di sviscerare tutti gli aspetti di questa condizione partendo da cosa comporta e in cosa una persona autistica differisce da una persona neurotipica, credo che nessuno sia più titolato a trattare questo tema rispetto a chi la vive quotidianamente e l’ha vissuta sin dalla nascita, con questo articolo forniremo una panoramica riguardo molti punti di vista, la piccola premessa è che questo è il mio punto di vista ma non è detto che sia uguale a quello di altre persone che vivono questa condizione perché siamo tutte persone uniche con carattere e punti di vista differenti, cercherò di rimanere il più oggettivo possibile, raccontando principalmente di quella che è la mia esperienza e il mio punto di vista.
Seconda precisazione in questo articolo parlerò dell’autismo ad alto funzionamento che è quello che conosco, ovviamente molto di quanto detto in questo articolo riguarderà anche l’autismo a basso funzionamento.
Terza precisazione l’articolo utilizzerà termini semplici e se vogliamo un abuso di alcuni termini per rendere la comprensione più facile da parte di chi non ne ha mai sentito parlare prima d’ora, quindi se trovate qualcosa che secondo voi è impreciso è questo il motivo.

Cos’è l’autismo in breve

L’autismo è una condizione che riguarda il cervello delle persone autistiche, dal mio punto di vista è più corretto dire autistico rispetto a persona con autismo perché si nasce con questa caratteristica non è una malattia che si acquisisce con il passare del tempo ma una condizione, un modo di essere.
In particolare il cervello di una persona autistica è l’unica vera differenza perché dal punto di vista fisico non vi è nessuna differenza, il cervello di una persona autistica funziona in maniera diversa da una persona neurotipica, alcune capacità sono compromesse mentre altre sono aumentate e in generale tutto quello che normalmente funziona per una persona normale non è detto che funzioni per una persona con questa condizione e viceversa, quindi è come trovarsi di fronte due tipologie di persone con predisposizioni diverse riguardo principalmente le capacità sociali, ma anche quelle lavorative e quelle necessarie per la vita quotidiana in generale.

Cos’è la Sindrome di Asperger

La sindrome di Asperger è una forma di autismo considerata tra le meno "gravi" (fa parte della categoria di autismo ad alto funzionamento), non comporta deficit per il quoziente intellettivo che può in alcuni casi anche essere superiore alla media, le capacità comunicative verbali non sono compromesse, questo significa che il 99% delle persone probabilmente non riuscirebbe a riconoscere una persona che è nata con questa condizione perché è una persona che potrebbe essere apparentemente neurotipica, parla normalmente e riesce a fare quasi tutte le cose che riescono a fare le persone neurotipiche, inoltre riescono ad adattare i propri comportamenti nelle varie situazioni.
E' molto comune infatti che una persona con la Sindrome di Asperger non sa nemmeno di esserlo in molti casi e non se ne renderà mai conto nel corso della sua vita.
Queste persone viste dall’esterno risultano sicuramente come persone strane, solitarie, ma una persona neurotipica tende a pensare che è solo una questione di carattere piuttosto che ad una condizione con la quale questa persona è nata proprio perché nella vita riesce a fare tutto.
Alcune persone come il sottoscritto hanno scoperto di essere asperger in tarda età solo dopo che questa condizione è stata riscontrata magari in una forma un po’ più evidente nei figli.

Sintomi dell’autismo

Se vogliamo essere più precisi più che sintomi possiamo definirle caratteristiche tipiche perché ancora una volta è giusto precisare che l’autismo non è una malattia ma una condizione con la quale si nasce un modo di essere diverso dato da un funzionamento diverso del cervello.
Quando si parla di autismo è giusto precisare che si parla dello spettro autistico, questo significa che ogni persona autistica è una persona unica con delle caratteristiche uniche proprio come lo sono le altre persone, ogni forma di autismo è unica ogni caso è un caso a sé dato che una persona autistica può presentare o meno alcune delle caratteristiche tipiche che l’autismo comporta e ogni caratteristica a sua volta può essere differente nel modo in cui si manifesta rispetto altre persone con la medesima condizione.
La persona autistica sicuramente presenterà una certa quantità di caratteristiche tipiche dello spettro autistico altrimenti non sarebbe una persona autistica e non sarebbe diagnosticabile come tale.
Ci sono una serie di caratteristiche comuni a tutte le persone autistiche ma non tutte le persone le presentano tutte, possono averne anche solo alcune.
Elencherò qui sotto alcuni dei tratti che caratterizzano una persona autistica:
-Difficoltà con le relazioni sociali, difficoltà nel relazionarsi con il prossimo e di stabilire relazioni di amicizia durature (questa è forse l’unica caratteristica sempre presente)
-Tendenza alla vita solitaria, preferenza nelle uscite con un gruppo ristretto di persone
-Ipersensibilità al tatto di alcuni materiali che risultano molto fastidiosi per chi ne soffre
-Ipersensibilità ai suoni, alcune persone autistiche potrebbero avere difficoltà nel trovarsi in luoghi rumorosi e preferire sempre luoghi silenziosi.
-Ipersensibilità odori, anche alcuni odori potrebbero causare problemi alla persona autistica.
-Difficoltà nel vivere in ambienti affollati
-Difficoltà nel cogliere i segni del corpo e capire le emozioni di chi ci si trova davanti, difficoltà nel capire cosa significano le espressioni facciali o lo stato d’animo dell’interlocutore in base all’intonazione della voce
-Difficoltà nel capire lo stato d’animo delle persone che sono attorno
-Difficoltà nel capire il significato di frasi con contenuto non esplicito, la persona autistica tende ad interpretare tutto letteralmente ed associare il significato letterale di ciò che sente.
-Mancanza di empatia o senso di empatia ridotto
-Difficoltà nel mantenere il contatto visivo con l’interlocutore
-Non predisposizione in quello che viene definito small-talk in lingua inglese, ovvero dialoghi con contenuto di informazioni povero al solo fine di parlare, come ad esempio i classici dialoghi tra sconosciuti: che bella giornata oggi, oggi fa caldo etc..
-Tono di voce monotono, senza una cadenza particolare
-Uso di un linguaggio forbito atipico rispetto le altre persone del luogo (che spesso usano il dialetto come lingua principale)
-Parlare senza filtri dicendo tutto ciò che si pensa senza farsi problemi di ferire chi sta attorno
-Spirito ribelle, la persona autistica dice sempre quello che pensa e se c’è qualcosa che non gli sta bene lo dice senza avere paura delle conseguenze o di ferire qualcuno
-Interesse della persona autistica verso solo alcuni temi o argomenti, la persona autistica ha interessi mirati e molto focalizzati verso solo alcune tematiche o temi/oggetti/animali, tende a documentarsi riguardo questo interesse e conoscerne ogni aspetto e dettaglio, durante le conversazioni una persona autistica può voler parlare solo di una cosa di suo interesse riportando il discorso solo verso questo argomento e interrompendo anche in maniera strana gli altri interlocutori che magari parlano di tutt’altro.
-Interesse verso solo parti di un oggetto, ad esempio un bambino autistico potrebbe essere interessato alle sole ruote delle macchine e giocare solo con queste piuttosto che con l’intera automobile.
-Capacità di cogliere dei dettagli che solitamente sfuggono ad una persona neurotipica
-Necessità di pianificare la vita in modo schematico, la persona autistica si trova nel confort nel sapere tutto ciò che deve fare programmando la giornata in modo preciso e meticoloso, ogni cambio di programma comporta nella persona autistica un forte disagio
-Organizzare gli oggetti seguendo uno schema preciso, ad esempio impilando in un certo modo degli oggetti e seguendo uno schema ben preciso
-La persona autistica quando dice ci vediamo tra 5 minuti o in un orario prestabilito controlla anche i secondi e fa di tutto per essere nell’orario specificato, una persona neurotipica per ci vediamo tra 5 minuti potrebbe intendere ci vediamo dopo non so bene quando magari tra 2 ore o forse mai.
-Senso di giustizia e incapacità a mentire, la persona autistica non ama mentire e barare nella vita quotidiana
-Ottiene meno appagamento dalla vita sociale o addirittura non lo ottiene proprio rispetto una persona neurotipica che tipicamente predilige la vita sociale
-Memoria molto sviluppata, riesce a ricordare anche minimi dettagli riguardo un avvenimento per anni, se non decenni o addirittura per sempre
-Difficoltà a vivere i cambiamenti, la routine giornaliera è preferita rispetto qualcosa di imprevisto e non programmato
-Autolesionismo, da bambino ma anche da adulto nei casi più gravi la persona autistica può infliggersi danni al seguito di situazioni di stress, stimoli sensoriali
-Difficoltà con alcuni sport che richiedono molta coordinazione
-Mancanza di coordinazione
-Vivere nel suo mondo circondato da quelli che sono i suoi pochi interessi ossessivi e null’altro
-Crisi dovute dal verificarsi dei punti precedenti, come nervosismo, malessere generale, ansia, attacchi di panico, autolesionismo

Falsi miti e leggende

Nella credenza popolare c'è la visione che tutti gli autistici siano dei geni, ma questo non è vero anche se un piccolo fondo di verità c'è ne parleremo tra poco.
Gli autistici ad alto funzionamento hanno un intelligenza non compromessa, quindi nella norma e solo in alcuni casi superiore alla norma ma non è una regola essere più intelligenti della norma per un autistico. Essere brillanti non è quindi una delle caratteristiche tipiche dell'autismo, è una caratteristica che è presente in una minoranza dei casi ma può verificarsi. La verità che c'è dietro lo stereotipo del genio autistico deriva dal fatto che le persone veramente molto intelligenti, molto più della norma sono tipicamente delle persone che hanno scompensi e risultano essere quindi neurodiverse.

La vera difficoltà, il vero dramma delle persone autistiche: l’aspetto sociale

Uno degli aspetti più difficili e quello veramente importante per una persona autistica e che riguarda principalmente tutti gli autistici è il punto che riguarda l’interazione sociale, questo problema è molto grande soprattutto durante il percorso scolastico e causa non pochi problemi al bambino/ragazzo autistico che dovrà combattere da solo contro un'intera società molto spietata nei suoi confronti e spesso sarà costretto a vivere emarginato, spesso anche nell’inconsapevolezza della famiglia che non sempre riesce a diagnosticare in tempo l’autismo.

I ragazzi durante la scuola sono da questo punto di vista i più spietati e tendono ad escludere o addirittura bullizzare chi è diverso da loro, la persona autistica è diversa per gli aspetti sopra elencati, magari può risultare come un nerd perché ha qualche interesse particolare atipico, risulta strano perché parla con un linguaggio forbito al posto di usare un dialetto del luogo, risulta una persona strana perché parla poco, in generale da l’idea di una presenza strana di una persona timida e questo non fa altro che catturare l’attenzione dei bulli che lo marchiano subito con un bersaglio dietro la schiena.

Il bambino autistico non riesce a capire spesso nemmeno quando è preso in giro se questo avviene con atteggiamenti indiretti difficili da comprendere per chi interpreta tutto letteralmente, il bullo di turno si divertirà sicuramente molto su questo aspetto e dargli fastidio quotidianamente è qualcosa di piuttosto comune, attaccare il diverso è la missione dei bulli.

Quindi la persona autistica soprattutto da bambino non riesce con facilità ad avere amici e nell’essere accettato in un gruppo di compagni, tuttavia l’amicizia non è un qualcosa di impossibile anche per una persona autistica, potrebbero esserci da 1 a 3 compagni con il quale il bambino/ragazzo autistico andrà d’accordo con interessi magari in comune e si potrà instaurare una certa amicizia ma questo non è di certo sufficiente per avere una vita regolare come ci si aspetterebbe da un bambino o ragazzo che dovrebbe frequentare molti più amici/conoscenti.

I bambini/ragazzi autistici possono soffrire molto di questa situazione, loro vorrebbero poter comunicare e socializzare, essere accettati nei gruppi ma non possono farlo perché il loro cervello non gli consente di avere queste skills che per una persona neurotipica sono la cosa più semplice del mondo, questa incapacità causa spesso una consapevolezza verso i propri limiti ed un rifiuto verso la socializzazione anche come forma di protezione verso i giudizi degli altri o verso la paura di un fallimento nelle interazioni sociali.

Per fortuna c’è da dire che in parte queste problematiche sociali sono mitigate dal fatto che spesso la persona autistica non trae molto vantaggio nel condurre una vita sociale, minor soddisfazione rispetto una persona neurotipica, mentre trova maggiori soddisfazioni verso i propri interessi ossessivi.

Le persone neurotipiche non capiscono spesso che la persona autistica non può fare determinate cose anche se banalissime per le persone normali non perché la persona autistica non vuole farle ma perché non può farle per via del funzionamento diverso del cervello, quantomeno non senza un'adeguata preparazione o tramite l’emulazione di cui discuteremo qui sotto.

E’ molto difficile comprendere per una persona neurotipica il comportamento di una persona autistica, spesso si trovano di fronte una persona intelligente, con delle capacità anche straordinarie in alcuni ambiti ed è molto difficile capire come mai in situazioni molto banali non siano in grado di comportarsi in maniera adeguata.

Cose che anche se sembrano assolutamente banali come il salutare una persona per strada, dire buongiorno che bella giornata, non sono sempre semplici per una persona autistica, è come chiedere a queste persone neurotipiche di spiccare il volo e fare la stessa cosa di un volatile, avete le ali? no allora non è possibile volare almeno non come fanno i volatili, il cervello della persona autistica non è adatto a fare determinate cose quindi semplicemente non può farle o quantomeno non nel modo tradizionale e qui sotto spiegherò come fa un austistico a sopravvivere.

La sopravvivenza della persona autistica nella società

Le persone autistiche per poter sopravvivere nella società devono entrare nel “emulation mode”, il cervello della persona autistica non è adatto alle situazioni sociali ma può imparare a gestirle emulando le altre persone memorizzando tutti i pattern (gli schemi) quando si ha voglia di farlo o necessità di farlo anche se non comprende a pieno perché bisogna comportarsi in una determinata maniera, questi comportamenti sono detti anche compensativi.

Ad esempio a me non piace parlare di small talk come del meteo, del caldo o del freddo che fa, se ieri era una giornata migliore o peggiore di oggi, o di una qualunque altra banalità comune ma so che se voglio interagire con una persona posso parlare di questi argomenti anche se non mi interessa minimamente, così facendo posso emulare una persona normale ed avere una conversazione banale con una persona comune.

Una delle grandi difficoltà delle persone autistiche è il sapere quando entrare in un discorso, quando poter parlare mentre altre persone discutono, anche questa skill seppur molto banale non è scontata per chi ha questa condizione, solo con l’esperienza e con comportamenti compensativi si potrà imparare anno dopo anno.

Emulare i pattern consente ad una persona autistica di cambiare il comportamento durante le interazioni sociali ricopiando ciò che fanno gli altri, queste abilità si apprendono nel corso degli anni molto più difficile farlo da bambini e molto più facili farlo da adulti dopo anni di esperienza in emulazione, le ragazze/donne asperger sono molto più predisposte verso l’emulazione e molto più difficili anche da essere diagnosticate proprio per questo motivo, all’apparenza sembrano persone normalissime perché molto brave nel emulare le persone normali e non presentano comportamenti particolarmente atipici almeno all’apparenza.

Una terapia con l’aiuto di uno psicologo specializzato potrebbe aiutare ma comunque sono capacità che si imparano nel corso degli anni e non è detto che tutte le persone autistiche possono farlo in maniera efficace anche con tutti gli aiuti del mondo.

In letteratura ci sono diversi studi che suggeriscono che una persona autistica tramite comportamenti compensativi e un supporto psicologico può arrivare ad eliminare totalmente o quasi tutte le mancanze che ne derivano nell’aspetto sociale, questa possibilità c’è per i casi di autismo "più lieve" ma ad ogni modo la persona autistica farà fatica a seguire questa strada e dovrà ingegnarsi per riuscire in questa impresa affinando la tecnica durante la propria vita.

Tornando alla metafora del volare, una persona può volare tramite una tuta alare ad esempio o tramite un aereo, questa soluzione però non fa della persona un volatile anche se può effettivamente volare, con questo voglio precisare che una persona autistica con la dovuta preparazione e i dovuti sforzi può ottenere ottimi risultati nel sociale ma sempre tramite uno strumento e non in modo naturale, può farlo tramite i comportamenti compensativi.
Non è semplicissimo sfruttare l’emulazione per la persona autistica, richiede tanta pratica e pazienza.

Gli interessi ossessivi degli autistici

Durante la propria esistenza una persona autistica coltiverà sin da subito pochi interessi in maniera ossessiva, imparerà ogni aspetto e ne studierà ogni punto di vista per diventare degli esperti di questo interesse che può riguardare una qualsiasi materia, mestiere, animale o oggetto. Non sempre questi interessi sono utili nella vita reale, potrebbero anche essere strani ma non è detto, la persona autistica ne acquisirà una conoscenza scientifica capendoci tutto al riguardo.

Il motivo di questo è semplice, per la persona autistica è normale avere argomenti che gli piacciono tanto e volerne sapere qualsiasi cosa trovando soddisfazione nel diventare esperti di questo interesse, un po’ come fa di solito la persona neurotipica con uno sport molto di moda come il calcio che anche senza un'utilità, non ci guadagna nulla dal conoscere questa materia ma ama conoscere le tecniche delle squadre, la formazione, gli allenatori e qualsiasi altro aspetto, oltre che a guardare sempre la partita della squadra del cuore.

Sin da bambini si sviluppano interessi ossessivi che possono anche cambiare nel corso degli anni, tra le cose più strane che ricordo c’è che amavo imparare a memoria i listini degli scooter e automobili in vendita durante gli anni 90, mi appassionavano auto e moto.

Gli interessi ossessivi non sono necessariamente negativi soprattutto se sfruttati appieno, ad esempio una persona autistica è molto predisposta a diventare il miglior esperto di un dato mestiere o di una data scienza, se questa ossessione ha anche degli sbocchi lavorativi la persona autistica riuscirà ad essere nel contesto lavorativo di quel suo dato interesse ossessivo come una persona molto competitiva ed estremamente preparata, sicuramente molto difficile da superare per quanto riguarda livello tecnico e preparazione dato che questa persona passerà grande parte della sua giornata magari per un'intera vita a studiare questa materia per tantissime ore ogni giorno e magari per una vita intera togliendo tempo all’aspetto sociale che per una persona autistica è meno divertente, queste skills rendono le persone autistiche molto utili nella società per sviluppare nuove tecnologie e nel progresso tecnologico in generale.

Nel mio caso specifico ad esempio ho sempre avuto una passione ossessiva verso computer ed informatica, mi occupo di sviluppo software dall'età di 14 anni, ho raggiunto importanti posizioni lavorative e portato a termine progetti anche molto complicati, dopo aver dedicato una vita intera verso questa materia ho imparato a padroneggiarla e continuo comunque anno dopo anno a migliorare le mie competenze sempre di più.

Il perfetto imprenditore, scienziato, artista o professionista è autistico

L’autismo è la condizione che aiuta in maniera importante il perfetto imprenditore, il perfetto artista o il perfetto scienziato.
L’ossessione verso la propria scienza, la propria disciplina o la propria azienda nel caso di imprenditori conferisce uno spirito di sacrificio nel lavorare in maniera ossessiva anche per 16 ore al giorno per diversi anni senza avere altri interessi o distrazioni e senza concedersi mai una pausa.

Non a caso tra le persone più ricche del mondo e tra gli imprenditori più famosi e di successo del mondo troviamo spesso persone autistiche come ad esempio Elon Musk, che durante uno show televisivo “Saturday Night Live” afferma di essere Asperger e di essere uno dei pochi con questa condizione a condurre uno show televisivo da solo e ad avere il coraggio di ammetterlo, dopo di che rassicurava dicendo di condurre lo show televisivo in emulation mode imitando le persone comuni.

Come si fa ad essere un perfetto imprenditore, scienziato, professionista di un dato settore se non ci si dedica al 100% nel proprio mestiere?

Una persona neurotipica difficilmente riesce a farlo, ci sono tanti altri aspetti oltre al lavoro come la socializzazione, come lo svago e tutti gli altri aspetti della vita comune chi riuscirebbe a vivere lavorando 16 ore al giorno per periodi anche molto lunghi di anni o addirittura di decenni?

Elon Musk afferma di lavorare il doppio rispetto una persona normale per ottenere risultati migliori, di concedersi solo pochissimi giorni l’anno di riposo o addirittura nessuno per diversi anni, come si fa a competere con una persona così ossessionata verso il proprio business?

Esempi di altre persone autistiche famose secondo rumors, interviste e indiscrezioni:
Albert Einstein, Bill Gates, Steve Jobs, Stanley Kubrick, Michelangelo, Mozart, Isaac Newton, Nikola Tesla Alan Turing.. e molti altri.

La felicità nella persona autistica

La ricerca della felicità è per tutti una grande sfida ma lo è ancora di più per una persona autistica, l’aspetto sociale è molto importante per una persona neurotipica per stare bene, il socializzare è una delle tipiche ricette delle persone più felici al mondo.
Spesso basta poco per passare una bella giornata in compagnia ed essere felici della propria vita, una cena, una grigliata, una vacanza, una chiacchierata tra amici persino le solite chiacchiere da bar per qualcuno funzionano.
La persona autistica non ha quest’arma dalla sua parte, non prova tanto piacere nella compagnia e non ne è nemmeno del tutto capace di stare in compagnia.
Una persona autistica può sentirsi sola anche se è in compagnia perché infondo vivrà sempre nel suo universo parallelo della sua mente, potrà distrarsi facilmente durante una conversazione con un'altra persona e perdere l’attenzione.
Il mantenersi sempre occupati nei propri interessi ossessivi è sicuramente uno dei modi migliori per un autistico per vivere al meglio, ottenere soddisfazioni dal punto di vista lavorativo o con i propri hobby e interessi può aiutare molto.
Un autistico avrà sempre la sensazione che gli altri sono più felici di lui, le crisi depressive possono presentarsi ciclicamente ed è un qualcosa con il quale lottare quotidianamente.

Aspetto sentimentale

Una persona autistica è perfettamente capace di amare il proprio partner e i propri figli, può trarre da questo aspetto molti benefici come è normale che sia.
Anche se è vero che l’aspetto sociale non è un punto di forza nella persona autistica, avere nella propria vita un partner che si conosce molto bene in maniera approfondita da un certo grado di confort per il quale si dialoga senza troppi problemi con questa persona o comunque con i membri della propria famiglia.

La vita di coppia della persona autistica

La vita di coppia tra una persona autistica e una persona neurotipica è possibile anche se probabilmente è più difficile come tipo di relazione rispetto una relazione normale, le esigenze sono diverse, gli interessi anche ma è possibile convivere lo stesso, il segreto potrebbe essere quello di ritagliarsi del tempo per vivere anche in maniera separata se si hanno questa necessità, ad esempio se il partner neurotipico vuole uscire e svagarsi con maggior frequenza rispetto la persona autistica deve poterlo fare tranquillamente, uscire con le proprie amicizie o conoscenze e socializzare per tutto il tempo che desidera, allo stesso modo la persona autistica deve sforzarsi di fare anche quello che non vorrebbe fare per accontentare il proprio partner, magari abbandonare un po' i propri interessi per passare una serata in compagnia, svagarsi anche in maniera diversa ogni tanto rispetto la solita routine o i soliti interessi.

In questi casi la consapevolezza di questa condizione può aiutare la coppia, bisogna capire quelle che sono le esigenze da parte del partner autistico e viceversa per convivere al meglio trovando un giusto compromesso del resto come avviene in tutte le relazioni sentimentali.

Una persona autistica può vivere in maniera assolutamente soddisfacente
Una persona autistica può comunque vivere una vita piena e non farsi mancare nulla, può lavorare ottenendo anche risultati migliori rispetto la media se è portato per quel lavoro, può avere una famiglia, può avere dei figli, può amare come ogni altra persona, può pagare le tasse e sostenere le spese, può completare gli studi anche ad alti livelli, può viaggiare ed essere apposto in ogni aspetto della sua vita, ma questo verrà sempre fatto in modo diverso rispetto le persone normali e con qualche difficoltà in più sicuramente riguardo la gestione delle relazioni che bisogna avere quotidianamente e probabilmente con qualche difficoltà in meno se nel mondo lavorativo avrà a che fare con un suo interesse.

Altre difficoltà sono la gestione delle crisi dovute magari a cambiamenti imprevisti della propria routine, o dai sintomi sopra citati nella lista dei sintomi più comuni.

Un appello verso i neurotipici

Se siete neurotipici e avete un figlio autistico o avete rapporti con persone autistiche dovreste conoscere questa realtà da me descritta, spesso è difficile accettare il diverso, accettare che vostro figlio non può socializzare quanto meno non in maniera completa, che non ama le solite cose che piacciono alle persone normali ma che preferisce starsene a casa a studiare le proprie cose di interesse e vivere nel suo mondo.

Questo non significa che non bisogna aiutare vostro figlio a socializzare e sforzarsi per migliorarlo, no dovete farlo ed è vostro dovere ma va fatto con intelligenza e senza stressarlo possibilmente con l’aiuto di un professionista ma senza aspettarsi dei miracoli bisogna accettare la situazione e conviverci è la cosa migliore da fare.

Non sperate che vostro figlio guarisca o che possa diventare normale perché questo non accadrà mai autistici ci si nasce e ci si muore, ma non preoccupatevi perché potrà comunque vivere una vita soddisfacente e di qualità con il giusto aiuto e il giusto supporto anche se vivrà una vita in maniera diversa dalla vostra o dall’altro 99.9% delle persone.

I figli vanno accettati per quello che sono e non per quello che vorreste che fossero, le relazioni sociali non è detto che possano piacere a tutti e che vostro figlio debba per forza socializzare ad ogni costo solo perché siete voi a volerlo, perché a voi piace o perché così è giusto, non è detto che debba fare quello che fanno le persone normali ad ogni costo perché l’autistico non è una persona normale ama fare cose diverse dalle persone normali.

Ricordiamoci che l’essere normali non è un pregio ma è una banalità essere diversi è un pregio, vi siete mai chiesti cosa può portare di buono al mondo una persona normale che si comporta in maniera uguale all’altro 99.9% delle persone presenti nel mondo?
Senza una persona come Elon Musk dopo quanto tempo avremmo visto veicoli elettrici di qualità con guida autonoma, razzi che vanno su Marte, una rete di satelliti che offre internet in qualsiasi posto al mondo?

Autismo una condizione con pro e contro

Dal mio punto di vista questa condizione presenta dei vantaggi e svantaggi, come si dice non esiste mai il male assoluto in ogni situazione ma anche nel male c’è del bene e considero questa mia condizione come la mia fortuna ma anche come la mia sfortuna.
Nel mio caso particolare mi ha aiutato ad ottenere risultati importanti a livello lavorativo, la mia passione ossessiva verso la mia professione mi fa pesare poco il dover lavorare per pagare le spese in famiglia così facendo vivo il mio lavoro come un divertimento piuttosto che un obbligo, continuo a migliorare la tecnica e le conoscenze anno dopo anno con costanza ottenendo sempre migliori risultati.
Dal punto di vista della felicità purtroppo si vive una condizione non sempre semplice da gestire, tutti sembrano più felici, più normali di te, non vivi in quello che è il tuo mondo ma vivi in un mondo che non ti appartiene, ci saranno sempre crisi e disagi quando ci si ritrova in ambienti affollati, quando ci sono situazioni rumorose e caotiche, quando un evento o un fatto stravolge quelli che sono i tuoi programmi o quando bisogna rapportarsi con le persone in contesti sociali.

Con la consapevolezza, la pratica e l'esperienza si può imparare a vivere bene in questo mondo anche se non è il mondo che ci appartiene, possiamo essere a nostro modo felici e realizzarci nella vita, ci sono condizioni molto ben peggiori della nostra quindi non dobbiamo lamentarci più di tanto nessuno è perfetto in questo mondo, non abbiamo scelto di nascere autistici ma possiamo imparare a convivere con questa condizione e vivere una vita meravigliosa nonostante le mille difficoltà quotidiane.